Chi sono
Su Di me
Il mio nome è Giacomo Meliffi, sono originario di Urbania, una piccola città nel cuore dell’Appennino marchigiano, luogo assai distante dalle montagne che oggi frequento, ma abbastanza vicino agli ambienti naturali che l’Appennino ha da offrire. Ed è proprio tra i fiumi, le foreste e sulle pareti dell’Appennino che nasce e si accresce in me la mia voglia di esplorare. Circa all’età di 21 anni scopro nell’alpinismo un nuovo modo di esplorare il mondo e vivo i successivi 6 anni viaggiando in Europa, nelle Alpi e in giro per il mondo all’interno del mio furgone, scoprendo pareti e culture che segnano il mio modo di arrampicare e la mia visione dell’alpinismo. La mia passione per la montagna mi avvicina in particolar modo all’arrampicata tradizionale e al mondo delle big wall.
Durante questi anni ho arrampicato in luoghi come Taghia, sulle montagne Atlas in Marocco, sulle pareti ghiacciate del Ben Nevis in Scozia, sulla big wall di Kjerag e le montagne delle Lofoten in Norvegia. Oltreoceano, ad Indian Creek e Zion nello Utah, in California nello Yosemite Valley, nella famosa via ‘The Nose’ su El Capitan e sull’Half Dome. Più recentemente ho partecipato a spedizioni in luoghi desolati e selvaggi come la traversata con gli sci del Parco Nazionale del Sarek in Svezia, la valle di Cochamó in Cile e fra le bellissime montagne della Patagonia ad El Chaltén con il progetto C.A.I. Eagle Team, dove ho anche aperto una nuova via. Nell’estate 2025 ho partecipato alla spedizione diretta al Cirque of Unclimbables, Canada, dove assieme ai miei compagni abbiamo anche aperto una nuova via “l’ oro dello Yukon” per poi scendere il fiume Nahanni con dei packraft per i successivi 11 giorni, facendo ritorno alla civiltà.
Lo stile di arrampicata che amo di più, come già citato, è l’arrampicata tradizionale. Dal 2023, infatti, mi sono trasferito in Val d’Ossola, paradiso delle fessure. In questo stile, nel corso degli anni, sono riuscito a ripetere vie come Green Spit, Waiting For e The Doors. Questo stile rappresenta per me un movimento naturale che mi mette in pieno contatto con la roccia e con le emozioni che la montagna mi offre. In questo stile ho spesso scalato in solitaria su vie come État de Choc e, indietro negli anni, su Legoland, scalando slegato il secondo tiro del tetto.
Dal 2025 sono entrato a far parte del team Ferrino, brand con cui collaboro anche per il miglioramento del nuovo materiale alpinistico.
L’alpinismo e l’arrampicata sono per me la libertà di espressione e mezzo attraverso il quale scoprire il mondo ed esplorarne le zone più remote. Ed è proprio per questo che, durante la mia crescita personale come alpinista, ho deciso di intraprendere il percorso di guida alpina, per poter aiutare le persone a comprendere meglio la montagna e per aiutare chiunque voglia mettersi in gioco a realizzare i propri sogni.


I miei articoli
- Il cerchio di Greenspit (Planetmountain, Novembre 2024)
- Lapland adventure (Lo Zaino, n°21, estate 2024)
- Astroman (UpClimbing, n°23, mar/apr 2023)
- La via di casa passa per l’Half Dome (UpClimbing, n°22, gen/feb 2023)
- Gran Sasso e ritorno in bicicletta (Planetmountain, Novembre 2020)
- Legoland in free solo (Planetmountain, Settembre 2020)
- Frankenjura “Der Ungeheuer sei Mutter” (Planetmountain, Luglio 2019)
Menzioni nei media
- Cirque of Unclimbables – Canada (Ragni di Lecco, 15.09.2025)
- In Patagonia le ho passate tutte (Lo Scarpone, 08.03.2025)
- Al via la spedizione in Patagonia del CAI Eagle Team (Planetmountain, Gennaio 2025)
- Un “nomade” in spedizione con il CAI Eagle Team (Lo Scarpone, 27.12.2024)
- Selezionati i sei giovani alpinisti del CAI Eagle Team pronti per la Patagonia (Planetmountain, Novembre 2024)
- La traversata artica (Il Ducato, Ottobre 2024)
- Sarek Arctic Traverse (Ande – Questione di Equilibrio, Aprile 2024)
- Legoland in free solo (Mountain Blog Italia, Settembre 2020)
